Non è in realtà un "parte due" nel vero senso della parola, ma è il frutto di ulteriore esplorazione, a dire: c'è sempre tantissimo da curiosare - ovunque, vicino, attaccato, affianco, nei dintorni.
Così non contenti siamo sbucati sulla strada asfaltata giusto prima del punto ristoro relativo alle grotte del Caglieron, dopo le pìrole del giro [delle Grotte] stesso, e cartelli malfermi indicavano una ulteriore cavità - la Grotta di Santa Barbara, forse? - e le rovine del castello di Piai: sentiero bello pendente parallelo alla strada, da imboccare senza indugio.
Dopo essere passati - con un po' di imbarazzo - attraverso l'aia di una casa ruralissima, ci si ritrova dentro un bosco fitto, scuro: sentieri altri sono indicati verso tutte le direzioni mentre si sale - oh!, si sale - in direzione delle ruine. E mi piacerebbe essere un po' botanico, per poter descrivere la trasformazione del panorama vegetale durante l'ascesa: ma non lo sono, e quindi niente.
E niente anche per il parlarvi delle ruine: perché lì ci sono pannelli che raccontano di nomi medievalissimi e buffi, tipo Guecellone e Rizzardo; e anche vorrei/potrei parlarvi della storia di quei luoghi: ma il sito della pro loco di Fregona è completissimo.
Vorrei dipingere anche ai vostri occhi i boschi autunnali di-cui-sopra, ombreggiarli per mezzo della luce poco-prima-del-tramonto, incorniciarli di gambe che vanno.
Invece solo vi racconterò in due parole di come salendo io, da bravo ex-praticante tangente e lavorativo della disciplina archeologica, ho prefigurato alla mia Compagna che, Stai a vedere te, le rovine magari saranno poche pietre residue, forse anche invisibili, solo una traccia di fondamenta, un residuo di fossato, un grande vuoto tra gli alberi dove ci immaginiamo, sbuffando per la salita, un imponente maniero.
E quindi svoltiamo l'ultimo tornantino di sentiero prima dell'ascesa finale alle rovine, e sul cartello che le annuncia si legge una benevolmente preventiva scritta a pennarello, che vi trascrivo perché la foto è pessima:
se siete qui per il castello non c'è una minchia!
Con aggiunte forse di pochissimo successive: Vero!! Verissimo! Confermo!!
E il notevole cappello (xe do piere), sono due pietre, tra parentesi.
La passeggiata è piacevolissima, comunque.
(anche se - al di là della delusione edilizia - manca un po' di panoramica, dacché alberi sono cresciuti tutto attorno la sommità del colle dove sorge(va) il castello, e non si riesce a vedere dall'alto un fin-di-valle che sembra piuttosto interessante...
(qui un po' di storicismi)

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