venerdì 21 ottobre 2016

Giusto scendere dalla macchina, sgranchirsi le gambe, Respirare

Un poco di leggenda, ora: per chiostre di monti, aria leggera, colori dell'autunno, e il più classico dei laghi dolomitici.

Perfettamente in linea con quella felice, scanzonata leggerezza che informa i racconti di montagna - quella positività semplice, quella piacevole joie de vivre - in questa storia si parla di un Re vedovo e tristissimo, la cui unica gioia è la figlioletta - giocosa e graziosa come si confà ai fini di un personaggio di fiaba, ma anche piuttosto viziatella, e dispettosa. Questa figlioletta viene a conoscere che una fata - che vive qualche monte più in là - possiede uno specchio magico che può leggere i pensieri di chi vi si specchia, e quindi tontona il padre acché glielo faccia avere. Per farla breve, la condizione per avere questo specchio è che il Re si lasci trasformare in montagna, sì quindi da riparare con la sua ombra un giardino di fiori stupendi - minacciato da troppo diretto sole - di proprietà della fata.
Che gusto!, che spasso!, per la bambina, l'idea di poter correre e giocare lungo i versanti di un monte che fu suo padre! Ma mentre appunto costei fa piroette di gioia e saltelli, non s'accorge che suo padre il Re si è già increpaccito, irrocciato, inforestito, e un sacco di altri termini del diventare montagna: colta da capogiro cade in un precipizio di nuova formazione, e muore; le lacrime del padre si raccolgono in due ruscelli le cui acque formano un lago bellissimo, mentre le schegge dello specchio - infrantosi nella caduta - rimangono nelle acque come gli infiniti bagliori luccicanti dei riflessi d'acqua purissima.

Sorapiss era il Re - il cui dominio era incluso tra Tofane, Antelano, Marmarole e Cime di Lavaredo; la figlioletta era - ovviamente - Misurina; per completezza vi dico che la fata viveva sul Monte Cristallo, e lì aveva il giardino di fiori stupendi.

E' autunno, e insomma un giro merita, magari anche solo di passaggio. Il Geografo potrebbe denigrare per lunghi quarti d'ora gli alberghi costruiti in riva al lago, ma altresì vi dice di godere dei colori che avvolgono la strada che sale da Cortina, perché se i 1754 metri slm del lago sono quelli degli aghifogli, giusto poco più in basso è il trionfo - in questa stagione - di un giallo intensissimo: ancora più potente se stagliato contro il cielo azzurro di una bella giornata.
Statevi bene.

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