mercoledì 19 ottobre 2016

Due passi sopra Teolo - aggiunta

(una cosa - un dettaglio - che non vi ho raccontato; ma d'altronde preferisco che le cose le scopriate voi, camminando, curiosando, tocchicchiando in giro, tutto)

Nel fianco del colle, presso il lato destro della chiesetta di Sant'Antonio Abate, si apre una grotta al cui ingresso sta un altare (?) ricavato da un grosso blocco di pietra bianca scolpita; dietro, il buio denso di una piuttosto-grande cavità ovale. Sul ripiano dell'altare (?), e su un tavoletto vicino, una cospicua quantità di agende e quaderni scalcagnati, mollicci per l'umidità, le pagine piene di scritte e firme di visitatori, e richieste di grazia o semplicemente di attenzione dall'Alto.
Succede che io creda moltissimo nella parola scritta: e che non manchi mai di curiosare - almeno in via cursoria - tra le pagine, alla ricerca di un frammento, di un brandello, di Qualcosa: e questo Qualcosa spesso sta proprio nascosto nei libri delle firme (quelli dei bivacchi di montagna essendo i migliori, in assoluto).


Ecco, quindi: una pagina a caso di uno a caso dei quaderni.

Sintetico, realista, in uno strano punto però perfettamente a metà tra spietatezza e amore.

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